SEAY: moda mare sostenibile e giovanile

La sostenibilità, oramai, è diventata un “must” per le aziende operanti in qualsiasi settore: i consumatori finali richiedono, in particolare alle aziende di moda, una forte attenzione verso la tutela dell’ambiente e il rispetto dei lavoratori. A conferma di questo, già due anni fa, da una ricerca condotta da PwC, emerse l’interesse dei Millenials e degli Zed italiani a tali tematiche, considerando la sostenibilità un driver di scelta di acquisto di un prodotto: oltre il 90% dei giovani era disposto anche a pagare da un 5 a un 10% in più per un prodotto realizzato nel rispetto dell’ambiente. 

In tale settore dietro, quindi, la spinta della sensibilità dei giovani consumatori e della consapevolezza delle aziende di dover agire attivamente in prima persona per salvaguardare il Pianeta, si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione, il cui obiettivo finale é una produzione più etica volta, tra le altre cose, a ridurre: 

  • il forte consumo di acqua impiegata nel processo di tintura e lavaggio dei capi, responsabili per il 20% dell’inquinamento idrico industriale e per il 35% dell’inquinamento da microplastiche nei mari;
  • i rifiuti tessili, che superano i 92 milioni di tonnellate. 

In risposta, le aziende ricercano tessuti innovativi ottenuti dal riciclo di prodotti invenduti e/o usati, da materie prime biologiche o risultanti da processi aziendali poco inquinanti o con minor utilizzo di acqua, e si orientano sempre di più verso una filiera corta, volta a valorizzare i piccoli artigiani che popolano il nostro Bel Paese. 

Tra le diverse aziende che stanno prendendo parte a tale rivoluzione, non si può non parlare della vicentina “SEAY”, importante espressione della moda mare sostenibile.

SEAY, Società Benefit dal 2020, persegue una duplice finalità: realizzare e destinare alla vendita collezioni beachwear per uomo e donna utilizzando tessuti e materiali innovativi, grazie a tecnologie che consentono il riciclo ed il recupero di materiali plastici o organici di scarto. 

Spreca di meno, ricicla di più

(cit. SEAY)

L’azienda esprime concretamente la sostenibilità nel proprio DNA, adottando, ad esempio:

  1. una produzione Made in Italy, al fine di sostenere fornitori locali e supportare le comunità di riferimento; 
  2. un sistema di distribuzione “GO GREEN” finalizzato a compensare le emissioni di CO2 delle spedizioni con piantumazione degli alberi 
  3. materie prime certificate, tra cui: il cotone puro al 100%, biologico, certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) e coltivato, quindi, nel pieno rispetto dell’ambiente, senza l’uso di prodotti chimici; filati riciclati al 100%, come il poliestere, certificato GRS (Global Recycle Standard) e la cui produzione contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 e le estrazioni di petrolio. 
  4. tinture certificate OEKO TEX 1000 
  5. un packaging organico e compostabile che viene assorbito dall’ambiente in poche settimane
  6. il Modello Re3, esempio di economia circolare e volto a recuperare i capi usati dei clienti. Secondo tale sistema i consumatori, inviando all’azienda un loro capo “vintage”, possono beneficiare di uno sconto sull’acquisto di un costume e conoscere in completa trasparenza, grazie ad un QR code, la nuova destinazione del capo donato. Questo, infatti, potrà essere rivenduto attraverso le cooperative no-profit, donato alle persone indigenti oppure utilizzato come materia prima per la produzione di nuovi prodotti.

SEAY, è l’esempio di un perfetto connubio tra innovazione nelle materie prime e l’economia circolare. 

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A presto,

Maria Caterina