European Green Deal: la promessa al futuro dell’Europa

Mai quanto in questa epoca, ci troviamo di fronte ad un vento di grandi cambiamenti, che impongono ai Paesi di tutto il mondo di prendere atto del problema che rappresentano i cambiamenti climatici e della necessità di cambiare radicalmente le modalità di produzione e consumo a cui il mondo è sempre stato abituato, acquisendo la consapevolezza che la nostra prosperità futura si fonderà sulla convivenza di tre fattori fondamentali: la salvaguardia del Pianeta, il benessere della società e la crescita economica.

A livello europeo, l’Unione Europea è voluta andare incontro a questo cambiamento, adottando lo European Green Deal, la nuova strategia di crescita presentata l’11 Dicembre 2019,  che renderà sostenibile l’ economia europea. Lo European Green Deal, infatti, è stato concepito seguendo un principio basilare: trasformare le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori economici.

© ec.europa.eu

 Il 14 gennaio 2020, è stato presentato questo piano di investimenti da 1.000 miliardi di euro che guiderà i prossimi dieci anni, la cosiddetta decade di azione, in cui bisognerà canalizzare gli sforzi di ciascun Paese verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati all’interno dell’Agenda 2030 . Con tale piano, l’UE vuole assumere il ruolo di leader globale e diventare la prima economia climaticamente neutra del mondo, entro il 2050.

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Il Green Deal agirà su sette aree principali:

  • Preservare e ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità: Gli ecosistemi forniscono servizi essenziali quali cibo, acqua dolce, aria pulita e riparo, attenuano le catastrofi naturali e contrastano le malattie. Inoltre, rappresentano la metà del prodotto interno lordo (PIL) delle imprese a livello mondiale, 40.000 miliardi di euro. Per colpa delle attività umane stiamo perdendo natura come mai prima. La Commissione Europea ha presentato una strategia che tutela la biodiversità e favorisce il  ripristino degli ecosistemi danneggiati, in particolar modo gli ecosistemi forestali e marini, e affronta le principali cause della loro erosione.

  • From ‘Farm to Fork’: progettare un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente: la strategia sviluppata dall’UE vuole offrire alimenti europei sani e nutrienti, prodotti nel rispetto della natura, contando sulle attività di R&S che permettono l’individuazione di soluzioni innovative che, combinate con la crescente consapevolezza dei consumatori e la contestuale domanda di cibo sostenibile, favoriranno la realizzazione di una catena del valore alimentare più sostenibile, consapevoli che la popolazione mondiale è in rapida crescita e nutrirla con gli attuali modelli di produzione, i quali  producono inquinamento,  perdita di biodiversità e emissioni di gas serra, non è sostenibile.
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  • Garantire l’approvvigionamento di energia pulita, economica e sicura: La produzione e l’uso dell’energia nei diversi settori economici rappresentano oltre il 75 % delle emissioni di gas serra dell’UE. Occorre sviluppare un settore energetico basato su fonti rinnovabili, con la contestuale rapida eliminazione delle fonti di energia fossile, garantendo un mercato europeo dell’energia interconnesso e digitalizzato, con prezzi accessibili per i consumatori e le imprese.
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  • Rendere più ambiziosi gli obiettivi dell’UE in materia di clima per il 2030 e il 2050: : La legge per il clima garantirà  le condizioni per una transizione equa ed efficace  e assicurerà che tutte le politiche dell’UE contribuiscano all’obiettivo della neutralità climatica mediante una riesamina di tutti gli strumenti della politica in materia di clima, e ne proporrà una revisione, se necessario.

  • Mobilitare l’industria per un’economia pulita e circolare:  l’UE vuole sviluppare un nuovo piano  per stimolare la crescita di mercati di prodotti circolari. Il modello di produzione è ancora troppo lineare, (estrarre, produrre, utilizzare e gettare) e soltanto il 12 % dei materiali utilizzati proviene dal riciclo. Il piano d’azione prevede una politica per sostenere la progettazione circolare di tutti i prodotti sulla base di una metodologia e principi comuni, estendendo il loro ciclo di vita e contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo.
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  • Costruire e ristrutturare in modo efficiente sotto il profilo energetico e delle risorse: l’UE intende raddoppiare il tasso annuo di ristrutturazione del parco immobiliare degli Stati membri, che oggi varia dallo 0,4 all’1,2 %, nella consapevolezza che la costruzione, l’utilizzo e la ristrutturazione degli edifici assorbono quantità significative di energia  e che gli edifici sono responsabili del 40 % del consumo energetico.

  • Accelerare la transizione verso una mobilità sostenibile e intelligente: i trasporti sono responsabili di un quarto delle emissioni di gas serra dell’UE e il loro impatto è in continua crescita. Per conseguire la neutralità climatica è necessario ridurre le emissioni prodotte dai trasporti del 90 % entro il 2050. Ciò avverrà trasferendo una parte sostanziale dei trasporti di merci su strada, alle ferrovie e alle vie navigabili interne, abilitando sistemi intelligenti di gestione del traffico e fornendo ai consumatori alternative più economiche e pulite rispetto alle loro attuali abitudini in materia di mobilità.

Sebbene tutti gli Stati membri, le regioni e i settori economici dovranno contribuire alla transizione, l’ intensità dello sforzo, non sarà la stessa per tutti. Alcune regioni saranno più colpite di altre. Ecco perché lo European Green deal, ha previsto anche il cosiddetto Just Transition Mechanism (JTM) e il Just Trunsition Fund. Il JTM è uno strumento volto a garantire che la transizione verso un’economia climaticamente neutra avvenga in modo equo e non lasci indietro nessuno.  Il meccanismo fornirà un ulteriore sostegno finanziario a tutti gli Stati membri e alle regioni a più alta intensità di emissioni di CO2 e con il più elevato numero di occupati nel settore dei combustibili fossili.

Il meccanismo attenuerà l’impatto socioeconomico della transizione, agevolando le opportunità di lavoro in nuovi settori e in quelli in fase di transizione, investendo nella riqualificazione e nella lotta alla povertà energetica, facilitando l’accesso a energia pulita, sicura e a prezzi abbordabili, sostenendo la transizione verso tecnologie a basse emissioni di CO2 e la diversificazione economica, creando condizioni favorevoli per investimenti verdi, sia pubblici che privati.

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Un abbraccio virtuale,

Sara

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