Fai respirare il Pianeta. Adotta un albero: la soluzione di ZeroCO2!

Mai come oggi, si sente parlare di cambiamento climatico, quel processo, attribuito direttamente o indirettamente alle attività umane, per il quale si producono delle variazioni di lungo periodo delle condizioni climatiche della Terra o di ampie zone del pianeta. Un aspetto legato al cambiamento climatico, che sta destando non poche preoccupazioni negli ultimi decenni è il surriscaldamento globale, un incremento della temperatura terreste, causa di innumerevoli problemi per l’ambiente e le persone, che mette a rischio interi sistemi naturali e compromette i sistemi economici di moltissimi Paesi del mondo.

Il riscaldamento climatico dipende principalmente dall’aumento della concentrazione in atmosfera dei cosiddetti gas ad effetto serra, in particolare l’anidride carbonica o CO2, che generano un incremento del famoso effetto serra. Un effetto di per sé benefico in quanto rende il nostro pianeta abitabile: regola, infatti, la temperatura terrestre facendo sì che la Terra trattenga una parte del calore solare necessario allo sviluppo delle forme di vita. Le radiazioni solari penetrano l’atmosfera e raggiungono la superficie terrestre, che viene riscaldata. A sua volta, il nostro Pianeta emette il calore assorbito, sotto forma di radiazioni infrarosse. Di queste, una parte passa attraverso l’atmosfera e viene irradiata nello spazio, mentre un’altra parte viene intercettata dai gas serra presenti in atmosfera che intrappolano il calore e lo riflettono nuovamente sulla superficie terrestre, riscaldandola ulteriormente.

Un sistema dal delicato equilibrio che le attività dell’uomo ad elevate emissioni di gas serra, quali il suo modo di produrre e di consumare, la produzione di energia da fonti fossili e la crescita economica basata sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, hanno alterato, accrescendo questo effetto esponenzialmente.
Per affrontare il problema, sia livello nazionale che internazionale, sono stati introdotti una serie di strumenti normativi volti a favorire la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, in particolare le emissioni di CO2, ed evitare l’incremento della temperatura globale e le sue conseguenze catastrofiche.
Governi, aziende e consumatori, hanno compreso la necessità di adottare nuovi modelli di business e nuovi stili di vita che integrino il concetto di sviluppo sostenibile, che si fonda su un’economia florida, sulla tutela e la salvaguardia dell’ambiente e su una società che garantisca benessere, diritti ed inclusione sociale a tutti i suoi componenti.

© Infocamere.it

Molte persone, infatti, hanno iniziato ad acquistare responsabilmente, prestando attenzione alle modalità di produzione dei prodotti, mentre molte aziende, hanno cambiato il loro modo di operare, decise a rispondere in maniera concreta al cambiamento climatico. Per farlo, si sono poste l’obiettivo di divenire carbon neutral, ovvero capaci di annullare le emissioni di CO2 emesse dalle loro attività, favorendo il processo di transizione verso un’economia che, in tutti i settori, sia a zero emissioni nette, ossia in cui le emissioni di CO2 e di altri gas serra siano pari a zero, così da non contribuire al riscaldamento climatico globale.
Per raggiungere la carbon neutrality o neutralità carbonica, le aziende devono dotarsi di un Carbon Management Plan, un piano che identifica modalità e tempistiche di attuazione delle iniziative volte a neutralizzare la CO2 generata dal proprio business. Le azioni da intraprendere per raggiungere tale scopo, ricadono all’interno di due tipologie:

  • Riduzione della propria impronta di carbonio, mediante la definizione di processi e prodotti a ridotte emissioni di CO2;
  • Compensazione delle emissioni generate dall’attività d’impresa, che non possono essere evitate.

Le strategie di compensazione delle emissioni di CO2 rappresentano una efficace forma di contrasto al cambiamento climatico, seppure in forma integrativa e secondaria rispetto alla riduzione delle emissioni, primaria e principale strategia mitigativa. Esse prevedono la rimozione (o l’assorbimento) delle emissioni di CO2 generate dalle attività umane mediante appositi carbon sinks o pozzi di assorbimento di carbonio, definiti come sistemi che trattengono CO2 in quantità maggiore rispetto a quella che (eventualmente) rilasciano, sottraendola dall’atmosfera ed impedendo l’accumulo eccessivo di calore che surriscalda il nostro pianeta.

Le foreste sono un tipico esempio di carbon sinks naturali. Le piante, infatti, in alcune fasi del loro ciclo vitale, assorbono CO2 mediante il processo di fotosintesi, sequestrandola dall’atmosfera, e fissano il carbonio nella propria biomassa e nel suolo, risultando vere e proprie riserve di carbonio (carbon stock) sulla superficie terrestre.
Le strategie di compensazione prevedono, infatti, l’incremento del numero di pozzi naturali per il sequestro della CO2 dall’atmosfera mediante due attività chiave:

  • le attività di riforestazione: procedura con cui una zona da tempo priva di vegetazione o precedentemente non boscata, viene ricoperta da alberi e arbusti di specie autoctone;
  • le attività di forestazione: misure dirette alla conservazione o all’accrescimento del patrimonio forestale di un determinato territorio.

Chi è ZeroCO2?

Un’azienda italiana che offre la possibilità alle persone e alle imprese di compensare le proprie emissioni di CO2, acquistando un albero o mettendo a punto un vero e proprio piano di riforestazione, è ZeroCO2, Società Benefit che crede fortemente che la riforestazione rappresenti una delle azioni più efficaci nella lotta alla crisi climatica.

Nell’implementazione di questa attività, l’azienda si impegna principalmente a piantumare alberi nelle regioni del mondo maggiormente colpite dalla deforestazione, come il Centro e il Sud America, supportando, allo stesso tempo, le famiglie di coltivatori.

Ecco perché il suo slogan recita:

Riforestazione ad alto impatto sociale!

© ZeroCO2

La loro mission, infatti, è contribuire a contrastare la crisi climatica, alimentando un modello di sviluppo sostenibile grazie a progetti dall’alto impatto ambientale, che compensino le emissioni di CO2 rilasciate in atmosfera, ma anche dall’elevato impatto sociale, che migliorino le condizioni di vita delle comunità dei territori in cui operano: ZeroCO2, infatti, dona gli alberi che pianta ai contadini, contribuendo alla sicurezza alimentare e al sostegno economico di intere comunità.

Inoltre, si impegna ad istruire i coltivatori sulle tecniche di agricoltura organica e sulle modalità di gestione sostenibile della terra. Infine, grazie al sistema di tracciamento CHLOE, basato sulla georeferenziazione, permette alle aziende e ai singoli di monitorare in tempo reale la crescita di ogni albero acquistato con un semplice click.

E tu? Cosa aspetti? Che sia un cittadino o un’azienda, adotta uno stile di vita sostenibile o opera secondo un modello di business che riduca le emissioni di CO2 ed inizia a compensare quelle che non puoi evitare!

Pianta un albero con ZeroCO2 e riduci la tua impronta di carbonio!

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Un abbraccio virtuale,

Sara

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