Corporate Social Responsibility: cos’è e perché è vitale per l’economia italiana

La Corporate Social Responsibility (CSR o Responsabilità Sociale d’Impresa) è entrata di diritto nell’Agenda dell’Unione Europea con l’inizio del Consiglio Europeo di Lisbona nel 2000, con l’intento di rendere le imprese che la adottano promotrici della costituzione di una società più attenta alle tematiche sociali, rafforzando così il modello sociale europeo.

All’interno del Libro Verde della Commissione Europea la CSR viene definita come «l’integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali e ambientali nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate». L’obiettivo primario, infatti, è quello di spingere un numero sempre più elevato di imprese ad ottenere risultati che generino vantaggi per le stesse, ma anche per il contesto in cui operano. In aggiunta, la CSR permette ad un’azienda di creare benefici anche per i propri stakeholder, che siano questi dipendenti, fornitori, clienti, comunità, partner e istituzioni locali.

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Ogni azienda, mediante la CSR, potrà adottare una nuova e più complessa politica aziendale volta a favorire la creazione di una visione sostenibile al proprio interno, conciliando i benefici economici con quelli sociali e ambientali.

La Corporate Sociale Responsibility presenta due dimensioni:

  1. interna –> incentrata sulla gestione delle risorse umane, sulla salute e sicurezza sul lavoro, nonché sull’organizzazione aziendale, la gestione delle risorse naturali e degli effetti sull’ambiente;
  2. esterna –> riguardante le comunità locali, i consumatori, i fornitori, i clienti, i partner economici, il rispetto dei diritti umani lungo tutta la filiera produttiva e, infine, i problemi ambientali a livello mondiale.

Essere socialmente responsabili significa andare oltre il semplice rispetto della legge vigente, investendo di più nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le parti interessate“.

Con la comunicazione n. 681 del 2011, la Commissione Europea ha introdotto una nuova definizione di CSR definendola come «la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società». Con tale modifica ci si è posti l’obiettivo quello di ridurre l’approccio soggettivo delle imprese, promuovendo maggiore condivisione dei principi promossi da organizzazioni internazionali quali OCSE e ONU.

La Responsabilità Sociale d’Impresa è notevolmente cambiata nel corso degli anni grazie anche all’introduzione di obblighi normativi che ne hanno favorito l’inclusione all’interno della mission di molte realtà aziendali. La stessa, inoltre, può risultare fondamentale per accrescere la reputazione di un’azienda, grazie anche all’utilizzo di campagne di comunicazione e marketing che ne esaltano le azioni svolte a livello ambientale, sociale e culturale, alcune volte utilizzate però per nascondere gli impatti “negativi” di un’azienda, rischiando di generare campagne di “greenwashing“.

Sempre più aziende, in Italia come nel resto dei paesi europei, richiedono al proprio interno figure ad hoc che sappiano promuovere la cultura della Responsabilità Sociale d’Impresa. Si tratta del CSR Manager, ovvero colui che supporta l’azienda nel perseguimento dei proprio obiettivi, pensandoli in chiave etica e ponendo maggiore attenzione ai possibili impatti sociali e ambientali, oltre che economici, che possono generarsi durante i processi produttivi.

In particolare, un CSR Manager si occupa di:

  • pensare e attuare strategie relative alla sostenibilità e alla CSR all’interno dell’azienda;
  • definire eventuali politiche e norme di processo utili nella determinazione di processi di CSR;
  • collaborare con tutte le Unità Organizzative che generano impatti all’esterno, con l’intento di diffondere la cultura della sostenibilità;

Molte sono le azienda che hanno deciso di puntare sulla CSR.

Tra queste vi sono:

  • PATAGONIA –> brand sostenibile, dalla grande vocazione ambientalista, fin dal 1994 utilizza cotone biologico, garantendo da sempre uno stretto legame con gli agricoltori. Negli ultimi anni l’azienda ha deciso di modificare la propria mission in “Siamo business per salvare il nostro pianeta“, con l’obiettivo di diventare neutrali in merito alle emissioni di CO2 in tutte le attività svolte, entro il 2025.
  • LEGO –> ha dato vita a progetti inerenti all’ambiente, acquisendo energia da fonti rinnovabili o all’educazione dei bambini, creando una partnership con Unicef e, infine, all’innovazione sostenibile, promuovendo la nascita di prodotti esclusivamente a base vegetale derivanti dallo zucchero di canna.
  • STARBUCKS –> l’azienda si impegna a sostituire le sue iconiche tazze in altrettante di tipo compostabili o riciclabili, adottando metodi di coltivazione del caffè biologici e sostenibili. Un ulteriore obiettivo è quello di rendere l’intera supply chain a “impatto zero”, ma anche l’impegno dimostrato nel donare, entro il 2025, 100 milioni di alberi da caffè ai vari agricoltori locali.

La Responsabilità Sociale d’Impresa può apparire un concetto obsoleto, viste le continue evoluzioni che la sostenibilità, nella sua interezza, sta avendo nell’ultimo periodo. In realtà la CSR rappresenta il futuro di ogni azienda, certamente evoluta rispetto al passato grazie all’introduzione di nuovi obblighi normativi europei, ma anche mediante le ingenti richieste di cambiamento che individui e ambiente avanzano di continuo. Il vero obiettivo del futuro? Acquisire maggiore consapevolezza delle politiche di CSR da parte degli individui, contribuendo così alla salvaguardia di sé stessi e del proprio pianeta!

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Un abbraccio virtuale,

Francesca

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